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Il missile sudcoreano Cheongung-II sta facendo parlare di sè per gli ottimi risultati ottenuti in Medio Oriente contro le minacce iraniane
Nel Golfo c’è un’arma che sta facendo parlare moltissimo di sé per l’efficacia operativa mostrata sul campo. Si tratta del missile sudcoreano Cheongung-II, ribattezzato “Riccioli d’oro” per la sua capacità di collocarsi a metà strada tra costo, efficacia e flessibilità. Secondo i dati diffusi dopo gli scontri legati al conflitto con l’Iran, il sistema avrebbe intercettato il 96,7% delle minacce in arrivo, abbattendo 29 bersagli su 30 tra droni e missili balistici.
Il Cheongung-II, noto anche come M-SAM, è un sistema terra-aria a medio raggio progettato per intercettare minacce a quote comprese tra i 15 e i 20 chilometri, con una portata operativa che arriva fino a circa 40-50 chilometri. Sviluppato dalle aziende sudcoreane LIG Nex1 e Hanwha, viene spesso accostato al Patriot statunitense, che resta il riferimento globale nel settore.






