Igiovani salmoni sono iperattivi e nuotano più lontano del normale. E non è una buona notizia. Queste prestazioni da record, infatti, secondo una nuova ricerca pubblicata su Current Biology, sono la conseguenza dell’esposizione alla cocaina (e derivati) che finisce nelle acque dolci con gli scarichi cittadini e indicano un’alterazione della percezione dello spazio degli animali, mettendo potenzialmente a rischio la loro sopravvivenza.

Un esperimento tecnologico

Il team di esperti internazionale, guidati dai ricercatori della Griffith University, ha voluto verificare in natura gli esiti di esperimenti effettuati in cattività. Per simulare i livelli di inquinamento reale che si trovano nei fiumi e nei laghi di tutto il mondo (gli impianti di depurazione, infatti, non sono in grado di rimuovere completamente la cocaina e i suoi derivati dalle acque reflue) gli scienziati hanno utilizzato degli impianti a lento rilascio di sostanze chimiche, mentre per studiare i movimenti degli animali nel loro ambiente (in particolare nel lago Vättern, in Svezia) hanno impiegato una tecnologia di tracciamento chiamata telemetria acustica, che consente di seguire gli spostamenti attraverso segnali sonori emessi da minuscoli trasmettitori. Dei 105 giovani salmoni coinvolti nello studio, dunque, alcuni sono stati esposti alla cocaina, altri alla benzoilecgonina (il principale prodotto della trasformazione della droga all'interno dell'organismo) e un gruppo di controllo non è stato esposto ad alcuna sostanza.