Soldi e sesso in cambio di permessi di soggiorno. L'immigrazione irregolare è un business che non si ferma: l'ultimo scandalo arriva da Napoli, dove l'indagine condotta dai pm Ciro Capasso e Luigi Landolfi con la procuratrice aggiunta Giuseppina Loreto si è chiusa con 119 indagati tra ex dipendenti comunali, intermediari e beneficiari coinvolti in un giro di estorsione per il rilancio di documenti e certificati a cittadini extracomunitari.

I fatti, risalenti agli anni 2021-2022, sottolinea la segreteria Cgil Napoli e Campania, confermano "l'esistenza e il perdurare di un fenomeno criminale che coinvolge diversi livelli, compreso quello politico e amministrativo". Al centro dell'inchiesta, secondo gli inquirenti, c'era minuscolo Caf gestito da un uomo di 53 anni originario del Bangladesh, residente del rione Sanità.

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"Soldi e, in alcuni casi, anche prestazioni sessuali (sono quattro i casi accertati, ndr) per vedersi riconoscere un diritto - si legge nella nota del sindacato - come quello ad ottenere documenti d'identità o certificati di residenza: un traguardo magari raggiunto dopo un lungo calvario per ottenere permessi di soggiorno, visti o nulla osta. In Campania, come si evince dall'ultima indagine della campagna 'Ero Straniero', a fronte di 6.295 quote stabilite nel 2025 dal Decreto Flussi, sono pervenute 40mila domande, sono stati rilasciati poco più di 1.300 nulla osta, 927 visti e appena 118 permessi di soggiorno richiesti, con un tasso di successo di appena 1,88%. Una percentuale di successo che scende allo 0,32% in provincia di Napoli dove, a fronte di 1.859 quote stabilite, si registrano oltre la metà delle domande complessive (20mila) pervenute, con appena 306 nulla osta rilasciati, 180 visti rilasciati e appena 6 permessi di soggiorno".