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Il leader del Movimento 5 stelle minimizza la portata dell'inchiesta dei giornali del nostro gruppo: "Queste intercettazioni sono lì da tempo, non c'è nulla di nuovo"
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, parlando a "il Rosso e il nero", su Radio Rai 1, difende il senatore ed ex magistrato Roberto Scarpinato, membro della Commissione antimafia, che come tale si deve occupare dell'ex pm Gioacchino Natoli, indagato per favoreggiamento alla mafia nell'inchiesta sul depistaggio dell'indagine mafia-appalti. Conte prende di mira l'inchiesta del nostro gruppo editoriale che ha pubblicato il verbale "sparito" sulla pista su cui stava lavorando Paolo Borsellino, con le ultime carte da lui lette prima di morire.
Ecco cosa ha detto l'ex presidente del Consiglio. "Scarpinato è attaccato da tre giornali di destra - dice Conte - il cui proprietario è un parlamentare di maggioranza, è un dato oggettivo. Stanno facendo una campagna di stampa contro Scarpinato" ma "queste intercettazioni sono lì da tempo, non c'è nulla di nuovo. Semplicemente emerge che quando parlava con Natoli, che doveva essere audito dall'Antimafia, Scarpinato lo sollecitava a dire tutta la verità". Quando gli fanno notare che farlo in ben 33 telefonate non può passare inosservato, Conte risponde così: "Sono amici da trent'anni.... Non c'è ombra in queste intercettazioni in cui Scarpinato invita" Natoli "a tacere un dato di realtà o a dire una verità distorta, quindi non infamiamo Scarpinato".






