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Secondo i membri grillini della commissione Antimafia, la pubblicazione delle intercettazioni della conversazione tra Natoli e Scarpinato sul Giornale sarebbe un'"operazione di distrazione di massa"
Non si sono fatte attendere le reazioni alle intercettazioni pubblicate dal Giornale, in cui Gioacchino Natoli, ex membro del pool antimafia, si riferisce al defunto giudice Paolo Borsellino chiamandolo "grande coglione" mentre parla al telefono con il senatore grillino Roberto Scarpinato. E, come c'era da aspettarsi, provengono tutte dall'area del Movimento 5 Stelle, i cui membri di sono sperticati nella difesa del loro compagno di partito e nelle accuse sia contro FdI, sia contro il nostro quotidiano.
"Dinanzi agli scheletri che di giorno in giorno escono dai segreti armadi di Fratelli d'Italia, gettando inquietante luce su un fitto reticolo di rapporti di affari, frequentazioni, scambi di favori tra colletti bianchi delle più sanguinarie mafie italiane con sottosegretari, parlamentari nazionali ed europei, ex ministri, esponenti locali del partito, il centrodestra ed i suoi house organ tentano una disperata, volgare e mistificatoria operazione di distrazione di massa. Sono evidentemente con l’acqua alla gola e nel terrore di prossime rivelazioni dirompenti", hanno dichiarato i componenti M5S della commissione Antimafia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Michele Gubitosa e Luigi Nave. "Dopo avere pervicacemente impedito alla commissione Antimafia qualsiasi indagine su tutti i gravissimi depistaggi delle indagini sulle Stragi politico-mafiose del '92-93, sui mandanti politici, sui complici a volto coperto, perché hanno l'incubo di dover riesumare altri scheletri direttamente dall’album di famiglia, ora tentano di chiudere una saracinesca, blindando come verità di stato che le stragi furono solo opera di mafiosi con la coppola storta per affari di appalti di un lontano passato della prima repubblica".







