"Non sono un fesso". Donald Trump scarica tutta la sua rabbia contro il Wall Street Journal di Rupert Murdoch che lo ha criticato per la guerra in Iran.

Frustrato da un conflitto che sembra sfuggirgli di mano proprio mentre ha fretta di chiuderlo e salvare le elezioni di metà mandato, il presidente incassa però un'importante vittoria: l'Iran non giustizierà le otto donne che avrebbero dovuto essere impiccate e di cui Trump aveva chiesto la liberazione. "Ottime notizie!", ha annunciato su Truth, riferendosi alle giovani scampate all'impiccagione per aver protestato contro il regime durante le manifestazioni che si sono svolte negli ultimi mesi. Tra loro, in base alle foto condivise dallo stesso Trump ci sarebbero Bita Hemmati, arrestata durante le proteste di gennaio 2026; la sedicenne Diana Taherabadi; Mahboubeh Shabani, accusata di aver prestato soccorso ai manifestanti feriti; il medico Golnaz Naraghi, arrestata mentre stava assistendo i feriti durante gli scontri; Venus Hosseini-Nejad, accusata di aver organizzato proteste legate a Israele; Ghazal Ghalandari, anche lei 16 anni. Infine Panah Movahedi Salamat e Ensieh Nejati, due giovani arrestate durante le sommosse di gennaio. "Ringrazio l'Iran e i suoi leader", ha scritto il presidente americano.