Il giorno dopo, sul cancello della villetta di via Lame, nella frazione di Torre Verde a Castel Maggiore, dove si è consumato il femminicidio-suicidio, per Adriana Mazzanti, 63 anni, è comparso un fiore. Con la scritta: “Ciao Adry, non ti dimenticheremo”.

Impiegata in pensione, ma legata a tempo indeterminato al canto e alla musica, a ricordarla in queste ore di commozione sono gli amici e le amiche incontrati a lavoro, sul palco. E gli allievi, a cui fino all’ultimo ha fatto lezione nella sua mansarda adattata a studio.

“E’ stata la mia maestra di canto, una donna forte di gran talento oltre che una gran insegnante. Frequentavo la sua casa e spesso incrociavo anche lui. Sono senza parole.. Adriana canta con gli angeli ora”, scrive Giusj Paris, che proprio Mazzanti ha iniziato alle prime esibizioni e che ha appreso la tragica notizia da un altro compagno di corso. Il marito, Mauro Zaccarini, l’ha uccisa e poi si è impiccato.

Tarin Dal Pozzo l’aveva vista solo qualche giorno fa, come racconta online. “Parlavamo dei tuoi nuovi progetti e avevi quella luce che ti portavi dentro e che regalavi agli altri senza accorgertene. Anche quando eri tu ad averne bisogno. Amavi le persone, profondamente. Avevi sempre una carezza per tutti”. Anche per i cagnolini, soprattutto per la sua Colette, una barboncina bianca da cui Adriana era inseparabile e che emerge in tanti dei frammenti di vita condivisi virtualmente da conoscenti di lei.