Avviare il Lazio, per la prima volta, alla chiusura del ciclo regionale dei rifiuti e superare il 70% di raccolta differenziata entro il 2031. Sono gli obiettivi del nuovo Piano dei rifiuti della Regione Lazio, approvato questa mattina in Giunta. «È solo il primo passo di un percorso - ha chiarito il presidente Francesco Rocca nella conferenza stampa di presentazione assieme all’assessore ai Rifiuti Fabrizio Ghera -, adesso incomincia un’azione di ascolto e interlocuzione con i singoli territori». Per l’approvazione definitiva del piano in Consiglio regionale Rocca e Ghera hanno spiegato che bisognerà attendere tra i 6 e gli 8 mesi.
Ogni provincia avrà la sua discarica
Tra le principali novità c’è il fatto che «ogni provincia avrà la sua discarica - ha sancito Rocca - perché non intendo farmi ricattare dalla politica del “non nel mio giardino” che ha fatto sì che tutto il peso fosse scaricato su Viterbo, che è stata trasformata nella discarica del Lazio». Il piano regionale ingloba integralmente quello di Roma Capitale, varato dal commissario straordinario di governo per il Giubileo, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Ok al termovalorizzatore di Roma
Via libera quindi a due termovalorizzatori, uno a Roma (Santa Palomba) da realizzare e l’altro già esistente a San Vittore in Ciociaria. Si supera inoltre la divisione dei 5 ambiti provinciali: saranno istituiti due Ato (Ambiti territoriali ottimali), uno per Roma Capitale e l’altro per il resto del Lazio. L’obiettivo lanciato dalla Regione Lazio è quello della riduzione del 6% dei rifiuti e del 72,3% di raccolta differenziata entro il 2031. Si punta a raggiungere l’autosufficienza impiantistica, a fronte del fatto che ad oggi ogni anno circa 1 milione di tonnellate di rifiuti laziali viene smaltito o trattato fuori dalla Regione.







