«L’incenerimento è una tecnologia obsoleta e in contrasto con gli obiettivi della economia circolare. Inoltre perpetua l’impatto ambientale della sovrapproduzione delle merci e dello spreco delle materie. E contribuisce a determinare danni ambientali e sanitari, sia per le emissioni che per i rifiuti pericolosi a loro volta prodotti». Lo hanno dichiarato Raffaella Mattioni (Rete Ambiente Lombardia), il dottor Marco Caldiroli, (Medicina Democratica) e il dottor Celestino Panizza (Isde Medici per l’Ambiente) intervenuti il 15 settembre a Brescia insieme ad altre 4 associazioni (Zero Waste Europe, Zero Waste Italy, 5R Zero Sprechi e Cittadini per l’Aria) per chiedere di rivedere le politiche di smaltimento rifiuti di regione Lombardia ed un tavolo di confronto, sottoscrivendo un documento inviato al presidente Attilio Fontana e al Consiglio Regionale.
Medici e ambientalisti: «Troppi inceneritori in Lombardia, il 43% dei rifiuti bruciati arriva da fuori regione»
Isde, Rete Ambiente Lombardia, Medicina Democratica e altre 4 associazioni chiedono al presidente Fontana un tavolo di confronto e di rivedere il piano regionale rifiuti: in Lombardia scorie bruciate in 12 inceneritori, 5 cementifici e 11 impianti industriali









