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Settanta gli sportivi coinvolti, decine di locali della movida. I festini anche durante il lockdown Covid

Ci sono voluti quasi due anni, dalla prima denuncia di una escort sfruttata, per arrivare a incastrare Emanuele Buttini e la moglie Deborah Ronchi (ai domiciliari con altri due), coppia regina delle notti milanesi, facce stranote di tutti i privé. Diciotto mesi in cui le microspie della Guardia di finanza hanno sobbalzato in continuazione, ogni volta che nei preparativi di una serata a luci rosse compariva il nome di un divo del pallone, di un pilota di Formula 1, di un imprenditore famoso. Nelle carte dell'inchiesta per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, che scoperchiano il lato proibito della movida milanese, spuntano una settantina di sportivi. Per lo più calciatori, anche molto noti, nessuno di loro è indagato: non hanno commesso reati. Ci sono campioni di Inter, Milan, Juve, Sassuolo, Torino, Monza, Verona. Tra loro, sia quelli semplicemente festaioli sia quelli che hanno usufruito del servizio di escort e droga cosiddetta "del palloncino".