La speranza di un’uscita anticipata dell’Italia dalla procedura europea per disavanzo eccessivo (PDE) subisce una brusca frenata. Secondo i dati definitivi pubblicati dall'ufficio statistico Eurostat, il rapporto deficit/Pil dell’Italia per il 2025 si è attestato al 3,1%. Quel decimale di troppo rispetto alla soglia psicologica e normativa del 3% conferma quanto sia complesso il sentiero di rientro per i conti pubblici nazionali.
Nonostante il netto miglioramento rispetto al pesantissimo 7,4% del 2023 – che aveva innescato l’apertura della procedura il 26 luglio 2024 – il dato attuale non basta a garantire la promozione" automatica. Le regole del braccio correttivo del Patto di Stabilità non ammettono deroghe: per archiviare la PDE, il disavanzo deve scendere stabilmente sotto il 3%. Un portavoce della Commissione Ue ha ribadito proprio in queste ore che il rientro deve essere strutturale e non episodico per poter revocare le restrizioni.
Il Consiglio dell'Unione Europea ha già tracciato la rotta: l'Italia è chiamata a porre fine al disavanzo eccessivo entro il 2026. Per riuscirci, il Governo dovrà rispettare rigidi vincoli sulla spesa netta, che non potrà crescere oltre l’1,3% nel 2025 e l’1,6% nel 2026. In caso di mancata ottemperanza, il meccanismo prevede sanzioni finanziarie semestrali pari allo 0,05% del Pil.












