Esce venerdì «Solito cinema», il primo album di Juli, 28 anni da compiere e produttore da 34 dischi di platino, 28 dischi d’oro e oltre un miliardo di streaming. Dodici brani nei quali si sono unite le voci di un bel pezzo di musica italiana: l’amico di sempre Olly, poi Elisa, Emma, Fabio Concato, Biagio Antonacci, Coez, Tommaso Paradiso, Fulminacci, Bresch, Franco 126, Tredici Pietro ed Enrico Nigiotti. Juli, all’anagrafe Julien Boverod, è cresciuto in un villaggio valdostano, Arpuilles. Liceo musicale ad Aosta fino alla terza, poi nell’estate dei 17 anni il grande salto verso Torino: «Sì, mi sono trasferito in cerca di fortuna e di un percorso nuovo che potesse darmi sbocchi musicali, perché la Valle d’Aosta è una realtà molto piccola con poche possibilità».
Il tuo album s’intitola «Solito Cinema». Se la vita fosse un film cosa cambieresti?
«Nulla, spero di essere all’inizio di un grande e bel film. In questi anni sono stato sempre sorpreso dalle cose successe proprio perché non me le aspettavo e spesso erano anche inimmaginabili e impensabili. Se c’è un aspetto che mi piace molto è questa imprevedibilità della mia vita. Camminare in mezzo agli imprevisti, belli o brutti che siano, mi suscita emozioni e le emozioni mi tengono vivo, attento, vigile».






