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Daniele Rocca 22 aprile 2026
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C’è una notte che vale più delle altre. Anche se Maurizio Sarri prova a togliere pressione: «Una definizione tipicamente giornalistica». La chiama così, rispondendo a chi parla di partita che salva la stagione. Eppure, al di là delle etichette, la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta ha un peso specifico evidente: si riparte dal 2-2 dell’andata e stasera in palio c’è un posto in finale. Sarri lo sa, ma non si lascia trascinare dalla narrativa. «Non ce n’è una che salva la stagione», chiarisce, riportando tutto sul piano tecnico. La sua Lazio arriva a Bergamo con segnali incoraggianti, soprattutto dopo la prova di Napoli, ma senza certezze assolute. Il tema centrale resta sempre lo stesso: la continuità. «È stato un difetto per tanto tempo, stiamo cercando di toglierlo», ammette, sottolineando come la sosta abbia interrotto un momento positivo proprio sul più bello. La sensazione è che la gara si giocherà su dettagli sottili, anche perché l’avversario presenta caratteristiche ben definite. L’Atalanta, per Sarri, ha tratti simili al Napoli per intensità e capacità di attaccare gli spazi, ma resta una squadra con identità propria. «Ha situazioni che la rendono famosa in tutta Europa», spiega, riferendosi soprattutto alle catene laterali e ai movimenti «da quinto a quinto».








