«Non produciamo movida, ma produciamo cultura». L’ultima preoccupazione dei soci della nuova «che gestirà Rione San Nicolò, luogo star delle passate giornate di Art City con migliaia di visitatori, è quella di essere un disturbo per il quartiere. «Non siamo un locale, ma uno spazio ibrido, una piazza aperta per incontri e socialità», ripetono due dei soci, Renato Lideo e Maurizio Cecconi che, con Gabriele Verzelli ed Elena Biagini, hanno raccontato la nuova avventura dell’ex chiesa di via San Felice che si sono aggiudicati all’asta tre anni fa per quasi 700mila euro.
Dopo averne spesi altrettanti per la messa in sicurezza, Rione San Nicolò è pronto per debuttare da stasera, 22 aprile, dopo le 22, quando sarà aperto al pubblico. Davanti, c’è una lunga estate - agosto compreso - con 180 giorni di programmazione gratuita, così come previsto per le attività di somministrazione temporanea, cui si aggiunge la deroga speciale del decreto Unesco, ottenuta dal Comune nel 2024.
«Ora si entra nella seconda fase, quella del titolo edilizio che, col parere positivo della Sovrintendenza, ci consentirà di fare i lavori di ristrutturazione», prosegue Lideo. Non un locale, ma la ristorazione c’è: i bar Mediterraneo e Sentimi, Convitto dove mangiare qualcosa per aperitivo nei tavoli sistemati sopra il bel pavimento di legno e Osteria San Nicolò al primo piano dell’abside (dal 27 maggio, 29 coperti).






