Momenti di tensione e commozione oggi durante la terza udienza del processo in corso nel tribunale di San Isidro (Buenos Aires) contro i sette imputati accusati di omicidio per la morte di Diego Armando Maradona.

La figlia secondogenita di Diego, Gianinna Maradona, è scoppiata in lacrime sul banco dei testimoni riascoltando i messaggi vocali con cui il neurochirurgo Leopoldo Luque - principale imputato - aveva convinto la famiglia ad accettare la degenza domiciliare dopo la delicata operazione per rimuovere un ematoma subdurale alla testa effettuata il 2 novembre.

Gianinna ha spiegato che con la sorella Dalma aveva proposto che Diego venisse ricoverato in clinica anche senza il suo consenso, con un ordine del tribunale, ma che Luque aveva insistito per il ricovero domiciliare. "Ci ha manipolato, ci ha garantito che ci sarebbero state le apparecchiature necessarie per un ricovero serio", ha accusato.

Maradona è morto il 25 novembre 2020 all'età di 60 anni.

L'autopsia ha determinato che il decesso è sopraggiunto a causa di un edema polmonare acuto secondario provocato da insufficienza cardiaca. Il suo cuore pesava 503 grammi, il doppio del peso normale, e presentava cardiomiopatia dilatativa e grave accumulo di liquidi negli organi e nel corpo.