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Ultimo aggiornamento: 18:58
Un’indagine della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della Procura di Napoli ha portato all’esecuzione di una serie di perquisizioni nei confronti di sei persone, cinque residenti nel capoluogo campano e una a Firenze, ritenute – a vario titolo – coinvolte in un’attività di propaganda e organizzazione riconducibile a un’ipotesi di associazione con finalità di terrorismo o eversione dell’ordine democratico.
Le operazioni, delegate alla Digos della Questura di Napoli, sono state eseguite su decreto dell’autorità giudiziaria e hanno riguardato anche tre componenti della direzione del Partito dei Carc – Paolo Babini, Igor Papaleo e Marco Coppola – oltre a un minorenne, un 17enne, la cui posizione è ritenuta particolarmente delicata dagli inquirenti. A tutti gli indagati viene contestato, in concorso, di aver promosso, organizzato o comunque partecipato a un’associazione finalizzata alla commissione di atti di violenza con finalità terroristiche, ispirata alle Brigate Rosse e alle successive articolazioni delle Nuove Brigate Rosse.
Il provvedimento di perquisizione ha disposto anche il sequestro di dispositivi informatici – telefoni cellulari, computer e supporti digitali – ritenuti strumenti attraverso i quali si sarebbe sviluppata una significativa attività di propaganda. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, infatti, il gruppo utilizzava piattaforme social e profili, in alcuni casi riconducibili a identità fittizie, per diffondere contenuti di esaltazione delle azioni compiute dalle organizzazioni armate di estrema sinistra attive negli anni passati.












