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21 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 16:36

Era un incontro tra agenti dei servizi segreti e, con ogni probabilità, erano impegnati in un’azione per contrastare l’Iran. A tre anni di distanza dal naufragio del battello Gooduria nel lago Maggiore, una rivelazione del capo del Mossad, David Barnea, e la successiva ricostruzione di alcuni media israeliani definiscono ulteriormente i contorni dell’incidente del 28 maggio del 2023 nel quale persero la vita quattro persone, tre delle quali appartenenti agli apparati di sicurezza di Italia e Israele. Era una spy story, a tutti gli effetti. Oltre all’identità dei due agenti italiani deceduti, Tiziana Barnobi e Claudio Alonzi, nel marzo di due anni fa si era avuta la conferma implicita dell’Aisi che si trattava di 007 caduti in missione. In una targa ricordo, infatti, venne scritto che erano deceduti durante una “delicata attività operativa con Servizi Collegati Esteri”. Ora la vicenda, con le parole di Barnea, compie un’ulteriore salto in avanti e torna di attualità.

Quel giorno a bordo dell’imbarcazione c’erano 23 persone, ben ventuno spie – 8 italiani dell’Aise, il servizio d’informazioni per l’estero, 13 israeliani del Mossad – e la coppia composta dallo skipper Claudio Carminati – persona di “fiducia” dei Servizi – e la compagna russa Anya Bozhkova: non era una gita, ma un’operazione dei servizi segreti italiani in collaborazione con quelli israeliani. Che, si scopre ora, avrebbe avuto a che fare con il contrasto all’Iran. La vicenda traspare dalle parole di Barnea che commemorando l’agente, identificato solo come M., ha spiegato in sostanza che è morto all’estero mentre preparava operazioni contro Teheran: “Le operazioni guidate da M. combinavano creatività, astuzia e tecnologia e hanno influenzato in modo significativo il successo della campagna contro l’Iran – ha detto Barnea durante la cerimonia nel Giorno del ricordo dei caduti – Durante l’Operazione ‘Ruggito del Leone’, i miei pensieri e il mio cuore si sono riempiti di orgoglio per il carattere e le azioni di M., caduto fuori Israele mentre svolgeva la sua missione”.