Un'infanzia segnata da paura, instabilità e violenza domestica, fino alla notte che ha cambiato per sempre la sua vita. L'attrice sudafricana con cittadinanza statunitense Charlize Theron ha raccontato in un'intervista al New York Times uno dei capitoli più drammatici della sua storia personale, ripercorrendo gli anni trascorsi in Sudafrica e l’ambiente familiare in cui è cresciuta: tossico, instabile, fatto di silenzi, abusi, tensioni.
L’attrice premio Oscar (nel 2004 per il film Monster, ndr) oggi 50enne, nel corso del colloquio ha anche commentato le parole del collega Timothée Chalamet che qualche settimana fa ha sollevato non poche polemiche giudicando l’opera e il balletto discipline di poca importanza per il grande pubblico. Theron, da giovane, ha praticato a lungo la danza classica e, ricordando quanto sia dura la disciplina, quanto siano necessari rigore e dedizione e quanto siano da ammirare i ballerini professionisti, ha replicato a Chalamet con estrema sintesi: «Tra 10 anni l’intelligenza artificiale sarà in grado di fare il lavoro di Timothée, mentre non potrà mai sostituire una persona su un palco che danza dal vivo».
Tornando al racconto dell’infanzia, «le minacce erano costanti, diventavano quasi normali», ha ricordato l'attrice, sottolineando come la violenza fosse una presenza diffusa anche nel contesto sociale dell'epoca in Sudafrica e in che modo abbia contribuito a rafforzare un senso precoce di allerta e sopravvivenza.











