Marina Berlusconi sceglie un messaggio insieme industriale e culturale per leggere il momento di Mondadori. «I risultati 2025 del Gruppo Mondadori confermano il grande successo della trasformazione completata negli anni precedenti: una trasformazione profonda, che ha consentito all’azienda di fronteggiare i cambiamenti strutturali e irreversibili del settore». È da qui che parte la presidente del gruppo, dopo l’assemblea degli azionisti del 21 aprile, per rivendicare la traiettoria di una società che ha ormai spostato, con nettezza, sui libri il proprio baricentro industriale, come dimostra anche l’ultima operazione: l’acquisizione della parte scolastica di Hoepli.
«Il nostro sviluppo è trainato soprattutto dai libri, da cui derivano l’85% dei ricavi consolidati e dei margini, ma anche da importanti operazioni strategiche nel digitale, come l’ingresso in Edilportale e la creazione di Mondadori Digital». Un passaggio, questo, che fotografa bene la doppia gamba su cui il gruppo intende continuare a camminare: da un lato la forza del core business editoriale, dall’altro l’espansione mirata nelle aree digitali.
Nelle parole della presidente c’è poi la sottolineatura di una capacità di tenuta in un quadro non semplice: «In un contesto di mercato oggettivamente complesso, il Gruppo ha dato prova di solidità e capacità di adattamento. Grazie a una chiara visione industriale, abbiamo ottenuto risultati positivi in ogni area di business». Ed è questa base, secondo Marina Berlusconi, a consentire di guardare avanti: «Questi traguardi sono la base di partenza per il nostro sviluppo futuro. Guardiamo al 2026 con molta fiducia, forti anche di un piano pluriennale concentrato su obiettivi di crescita ed efficienza, che consoliderà la nostra competitività e la capacità di generare valore. La solidità patrimoniale del Gruppo, inoltre, ci permette di valutare e cogliere ogni nuova opportunità che il mercato saprà offrire. Alcune importanti operazioni sono già in corso di perfezionamento».






