Avanti su Commerzbank, ma senza forzare la mano. UniCredit delinea la strategia di piazza Gae Aulenti sulla banca tedesca, pur evidenziando di avere comunque una chiara alternativa a disposizione. «Se non raggiungeremo il controllo, ci fermeremo e ci concentreremo su altre priorità interne», dice l’amministratore delegato Andrea Orcel in un’intervista a Bloomberg Tv, all’indomani della presentazione del piano relativo al dossier Commerzbank.
Orcel ieri ha tratteggiato al mercato lo scenario che prevede l’acquisizione del controllo di Commerzbank da parte di UniCredit con l’Offerta pubblica volontaria di scambio che sarà lanciata in Germania il 5 maggio. E che punta a creare un gigante in Germania grazie all’integrazione tra Commerz e Hypovereinsbank, oggi già controllata da UniCredit, così da creare una realtà da 21 miliardi di utili, ricavi netti pari a 45 miliardi e rapporto costi/ricavi attorno al 30% per il 2030: numeri ben superiori a quelli promessi al 2028 dall’attuale management di Commerzbank.
In questo contesto, la resistenza tedesca rimane chiara: Commerzbank ha respinto l’approccio di UniCredit, accusandola di adottare «tattiche ostili e fuorvianti», secondo un «tentativo speculativo di smantellare la banca». Orcel non si scompone. E conferma la linea già nota al mercato: l’obiettivo è salire oltre la soglia del 30% del capitale - oggi UniCredit è poco sotto, considerando anche le posizioni in derivati - senza necessariamente puntare subito al controllo, mantenendo flessibilità strategica. «Se superiamo il 30%, non siamo più obbligati» a lanciare un’offerta totalitaria, ha spiegato Orcel. «Sarà una nostra decisione se e quando aumentare la quota».










