Inaugurata a a Rabat, sulle rive del fiume Bouregreg, la Torre Mohammed VI, nuova icona architettonica del Marocco e tra gli edifici più alti dell’intero continente africano. Con i suoi 55 piani, 250 metri di altezza e 102.800 mq di superficie, la Torre si impone come simbolo dell’ascesa urbanistica e culturale del Paese.

Il progetto

Il progetto porta la firma dello studio madrileno Rafael de La Hoz Arquitectos, in collaborazione con l’architetto marocchino Hakim Benjelloun, e unisce architettura iconica, sostenibilità e mix funzionale di alto profilo. La sua realizzazione è stata avviata dall’imprenditore marocchino Othman Benjelloun, presidente e fondatore di O Capital Group, uno dei principali protagonisti dell’economia marocchina, mentre la gestione del progetto è stata affidata alla sua controllata O Tower.

Pensata come complesso polifunzionale di prestigio, la Torre ospita uffici, residenze di lusso, spazi culturali e un hotel Waldorf Astoria sospeso tra cielo e terra, con interni curati da Pierre Yves Rochon e un ristorante firmato Alain Ducasse.

Situata nel cuore della valle dell’oued Bouregreg, è frutto di quasi otto anni di lavori, il design trae ispirazione da un viaggio compiuto da Othman Benjelloun nel 1969, quando fu invitato dalla Nasa ad assistere a una simulazione di volo in preparazione del lancio dell’Apollo 12 verso la Luna. Da questa esperienza particolarmente significativa nacque un sogno destinato a prendere forma mezzo secolo dopo: quello di una torre le cui linee evocassero la sagoma di un razzo sulla sua piattaforma di lancio.