Roma, 21 apr. (askanews) – Il governo giapponese ha deciso di allentare ulteriormente le restrizioni all’export di armamenti, consentendo la vendita all’estero di un numero maggiore di sistemi d’arma letali, segnando un ulteriore allontanamento dall’approccio rigorosamente pacifista dettato dalla costituzione del dopoguerra, mentre Tokyo si confronta con le crescenti minacce alla sicurezza regionale e con un ordine internazionale in rapido mutamento.
La decisione è stata assunta oggi a Tokyo in una riunione guidata dalla premier giapponese Sanae Takaichi e dai suoi principali ministri, che hanno di fatto rovesciato limiti storici alla vendita all’estero di armi prodotte in Giappone. La mossa arriva pochi giorni dopo la visita in Giappone di oltre 30 ambasciatori presso la Nato, organizzata per mostrare il rafforzamento dei legami tra Tokyo e l’Alleanza atlantica, e dopo la conclusione di un accordo da 6,5 miliardi di dollari per la fornitura di navi da guerra all’Australia.
In un messaggio pubblicato su X, Takaichi ha motivato il cambiamento con il peggioramento del quadro strategico. “Nell’ambiente di sicurezza sempre più difficile di oggi, nessun singolo Paese può ormai proteggere da solo la propria pace e la propria sicurezza”, ha scritto la premier, aggiungendo tuttavia che “non c’è assolutamente alcun cambiamento nel nostro impegno a mantenere il percorso e i principi fondamentali seguiti come nazione pacifica per oltre 80 anni dalla guerra”.











