Un minuto e venti secondi. Tanto è bastato ai cinque rapinatori che ieri mattina hanno fatto irruzione in una gioielleria del centro commerciale Euroma 2 per poi scappare via con un bottino da oltre 100mila euro. L’intera dinamica, ripresa dalle videocamere di sicurezza del locale, somiglia alla scena di un action movie: il commando che entra all’improvviso nella boutique, le commesse che si accovacciano a terra, le vetrine ridotte in frantumi coi martelli, gli espositori e le cassette di sicurezza svuotate. E poi i fumogeni azionati per ritardare l’intervento di vigilanti e forze dell’ordine. L’allarme è scattato alla gioielleria Valenza ma quando i vigilanti sono arrivati nel locale, dei cinque rapinatori non c’era più traccia. Pochi minuti dopo una Volante della polizia ha intercettato una delle auto dei banditi - una Audi RS3 grigia- sfrecciare a tutta velocità lungo la via Cristoforo Colombo, in direzione San Paolo. Ma non appena hanno visto la macchina della polizia in coda, hanno azionato un estintore seminando gli agenti.

Le indagini per risalire all’identità del commando è ora assegnata agli agenti del commissariato Esposizione e agli uomini dell’Antirapina. Per tutta la mattinata di ieri una squadra della polizia Scientifica ha proceduto con i rilievi all’interno del negozio svaligiato. Sono state subito sequestrate le immagini delle videocamere di sorveglianza della gioielleria che hanno ripreso l’intera sequenza. Quindi quelle del centro commerciale: nei fotogrammi registrati all’ingresso sono stati ripresi i cinque banditi, con tute nere e volto travisato dai passamontagna, fare irruzione e dirigersi verso la gioielleria. Quindi sono state sequestrate le immagini di sorveglianza lungo la Colombo, la via di fuga. Secondo gli investigatori la rapina lampo è stata messa a segno da criminali esperti che, prima di agire, avevano studiato un piano dettagliato. Non solo un commando ben organizzato ed esperto: più di un indizio porterebbe le indagini su una batteria di rapinatori fuori dalla Capitale. «Intanto - spiegano gli investigatori- i banditi erano armati di picconi e martelli per rompere le vetrine. Poi hanno azionato i fumogeni per rallentare gli interventi delle forze dell’ordine. Una sequenza che, almeno per il momento, non abbiamo registrato spesso soprattutto per rapine messe a segno in pieno giorno».