Lo shock all'offerta energetico «è enorme» con una perdita netta stimata in 13 milioni di barili al giorno prima che intervenisse il blocco Usa dello stretto di Hormuz, ma «finora non abbiamo visto un rialzo sufficiente dei prezzi energetici da metterci chiaramente sullo scenario avverso». Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde a Berlino. «La doppia incertezza, sulla durata dello shock e l'ampiezza delle ripercussioni (inflazionistiche, ndr) richiede di raccogliere più informazioni prima di trarre conclusioni nette di politica monetaria», ha detto Lagarde.
L’ANALISI
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«Quando gli storici guarderanno indietro a questo periodo - ha detto parlando al ricevimento annuale dell'Associazione delle banche tedesche - ciò che emergerà sarà la sua assoluta implacabilità: una pandemia senza precedenti da una generazione, seguita da una guerra terrestre sul nostro continente, poi dalla peggiore crisi energetica degli ultimi 50 anni, e quindi dai più ampi aumenti dei dazi dagli anni Trenta. E ora un conflitto militare che ha bloccato il più importante punto di strozzatura energetico del mondo, lo Stretto di Hormuz». «Ogni uno di questi shock ha strappato via qualcosa che l'Europa aveva dato per scontato: un approvvigionamento sicuro di energia a basso costo, un rapporto commerciale prevedibile con gli Stati Uniti, le basi della nostra sicurezza militare post-bellica»










