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20 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 21:57
“Dammi una fetta di pizza”. È da questa richiesta, banale e disarmante nella sua semplicità, che si è innescata la violenza culminata in un omicidio nella notte tra sabato e domenica a Pavia, dove ha perso la vita il venticinquenne Guglielmo Vaccaro. Secondo la ricostruzione degli investigatori, supportata dalle immagini delle telecamere di sorveglianza e dalle testimonianze raccolte in Questura, tutto si è consumato in pochi minuti nel parcheggio di via Nazario Sauro, nell’area Cattaneo. Vaccaro, originario di Favara, in provincia di Agrigento, si trovava in città da alcuni mesi per lavoro: aveva un contratto a termine presso il centro logistico delle Poste di Stradella. Quella notte, insieme a due amici, si era fermato in pizzeria prima di raggiungere il parcheggio, portando con sé alcuni cartoni.
È lì che il gruppo si imbatte in altri cinque ragazzi. Tra loro, un sedicenne nato a Pavia, di origini straniere, oggi accusato di omicidio. Stando a quanto riferito da un testimone, il giovane si sarebbe avvicinato chiedendo “una fetta di pizza”. Al rifiuto sarebbe scattata la tensione: parole, provocazioni, poi una lite sempre più accesa. Nel giro di pochi istanti, la situazione degenera. Il sedicenne avrebbe estratto dalla tasca un oggetto appuntito, forse un cacciavite o un punteruolo, colpendo Vaccaro al collo. Una ferita profonda, rivelatasi fatale. Nella colluttazione è rimasto ferito anche uno degli amici della vittima, attualmente ricoverato al Policlinico San Matteo.











