La lunga pausa estiva delle scuole è ormai alle porte e i Comuni invitano le famiglie a fare domanda per i summer camp. In questi giorni le iscrizioni sono aperte a Torino, Bologna, Monza, Cesena e in molte altre città. Milano, invece, ha già chiuso lo scorso 7 aprile quelle per gli studenti della primaria e nella pagina web dedicata, dove presto verranno pubblicate le graduatorie finali, si legge un avviso importante: «L’elevato numero delle richieste ricevute non consentirà l’apertura delle prenotazioni tardive». Per chi non ha fatto in tempo, in pratica, resta solo l’offerta privata: centinaia di iniziative, dagli oratori ai camp bilingue, ma con tariffe spesso poco accessibili.

Si apre così la corsa ai centri estivi per molte famiglie (sono 3,5 milioni gli studenti tra scuola dell’infanzia e primaria). Nel 2025 lo studio Adoc-Eures aveva mappato i costi di circa 200 iniziative in otto grandi città italiane e la spesa media per un centro estivo a tempo pieno si attestava sui 173 euro a settimana, con le città del Nord più care (Milano in particolare). «L’Italia - spiega Anna Rea, presidente Adoc - è uno dei pochi Paesi europei dove le scuole vanno in vacanza per tre mesi pieni. La gestione di questo periodo e queste cifre diventano insostenibili per tante famiglie».