Un tuffo nel ciclismo del passato dall’abbigliamento alle biciclette, fino ai percorsi. Dove tutto ha un sapore autentico, lontano da tecnologia e tute tecniche. E dove spirito d’avventura, fatica, sudore e fratellanza rappresentano gli ingredienti chiave. Successo per la Vulcanica, seconda tappa del circuito Giro delle Regioni Ciclostoriche 2026, che domenica 19 aprile ha visto a Napoli la partecipazione di centinaia di ciclisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

La ciclovintage partenopea ha attraversato le strade lastricate con sampietrini, facendo respirare ai partecipanti lo spirito autentico del ciclismo d’altri tempi. Con un passaggio d’eccezione: quello nello storico Velodromo dell’Albricci. La partenza dall’ex Base Nato di Bagnoli è stata il crocevia di una pedalata rivolta a famiglie con numerosi bambini, svolta nell’ambito del progetto Napoli Rurale.

Dopo un caffè e una crostata, il gruppo è partito entrando nel parco della Mostra d’Oltremare, per poi arrivare al lungomare, nel quartiere di Chiaia, attraverso le Rampe Brancaccio fino al Monte di Dio, e sbucare in Piazza del Plebiscito con un primo punto di ristoro. Successivamente, i ciclisti hanno attraversato Spaccanapoli, Forcella e Porta Capuana. Uno dei momenti più significativi è stato l’ingresso nel velodromo dello stadio militare Albricci, dove il campionissimo Fausto Coppi vinse nel 1954 e 1955 il Giro della Campania. I ciclisti hanno inoltre reso omaggio alla lapide che ricorda le imprese di Coppi apposta all’interno del velodromo. Il percorso è poi proseguito verso il Real Bosco di Capodimonte, quindi discesa verso la Sanità, ritorno verso Posillipo, con ristoro al Parco Virgiliano, Bagnoli e ancora il Lago d’Averno. Parallelamente l’evento “La Vulcanica off” ha animato per due giorni all’insegna del ciclismo vintage a Napoli la Bicycle House in Galleria Principe di Napoli. La Vulcanica è stata promossa dall’associazione Napoli Pedala. Prossimo appuntamento col cicloturismo cittadino la Vesuvio Gravel, un cicloviaggio di tre giorni per oltre 350 km con scalata finale del Vesuvio.