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Si era trasferito da circa un anno nel Pavese, dalla cittadina siciliana di Favara, nell'agrigentino, e lavorava nel centro logistico di Poste Italiane di Stradella. È stato ucciso dopo una discussione
Era un ragazzo benvoluto, con tanti amici, con la passione per il calcio e per il mare. Scriveva sui social: "La vita può essere capita solo all'indietro ma va vissuta in avanti". Si era trasferito da circa un anno nel Pavese, dalla cittadina siciliana di Favara, nell'agrigentino, e lavorava nel centro logistico di Poste Italiane di Stradella. In un parcheggio di Pavia, sabato notte, è stato ucciso: le ferite delle coltellate che gli erano state inferte dopo una discussione con alcuni ragazzi, e in particolare con un 17enne che ha brandito l'arma colpendolo anche al collo, non gli hanno lasciato scampo.
Aveva bisogno di aiuto medico, Gabriele Vaccaro, e invece, in buona fede, pensando fosse la cosa giusta da fare, i suoi amici lo avevano curato e riportato a casa. Solo in un secondo momento, resisi conto che le ferite erano troppo gravi, avevano deciso di chiamare il 118. È morto nella notte, lasciando papà, mamma e tre fratelli, di cui una gemella. Gli amici e le comunità lombarde e siciliane vivono oggi lo sgomento più assoluto. "L'anno scorso in una della tante domeniche insieme mi dicesti, ho fatto la domandina alle poste al nord e sicuramente mi chiameranno io con tanto piacere e felicità ti dissi: lo spero per te Gabrié fai esperienza, ti crei un futuro e conoscerai posti nuovi...invece no proprio quel sogno di essere indipendente, crearti un futuro ti ha spezzato la vita", scrive con amarezza un amico su Facebook.











