Una platea di migliaia di pensionati potrebbe ricevere già nel mese di maggio 2026 un aumento della pensione, che in alcuni casi può essere anche consistente. Lo ha confermato l’Inps con il messaggio n. 787 del 5 marzo, ammettendo un errore di calcolo commesso su alcune pensioni di ex dipendenti pubblici.Si tratta di pensionati iscritti alle gestioni ex Inpdap (enti locali, sanità, ufficiali giudiziari e insegnanti d’asilo) che sono andati in pensione di vecchiaia a 67 anni con meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1995. A questi soggetti l’Inps aveva applicato per errore le nuove aliquote di rendimento introdotte dalla Legge di Bilancio 2024, più svantaggiose, che invece dovevano riguardare solo le pensioni anticipate.
Per le pensioni di vecchiaia continuano invece a valere le vecchie aliquote, generalmente più favorevoli.L’Istituto procederà quindi a un ricalcolo d’ufficio della quota retributiva, riconoscendo gli importi non corrisposti dal 1° gennaio 2024, oltre agli interessi legali e, nei casi previsti, alla rivalutazione monetaria. Gli arretrati accumulati possono risultare consistenti. Al momento non c’è ancora certezza che tutto arrivi già nel cedolino di maggio: l’Inps potrebbe impiegare più tempo e slittare al mese di giugno.






