TORINO – Anche se l’Europa da qualche anno non è più il territorio preferito della Juventus, giocare o non giocare la Champions fa tutta la differenza del mondo. Si tratta di una forbice finanziaria tra i 50 e i 100 milioni di euro, dipende dal cammino che poi si riuscirà a percorrere: è questa, in buona sostanza, la differenza. Andare in Champions significa acquistare il centravanti che manca, oppure rendere più leggero il monte ingaggi complessivo. Non andare, invece, è un fallimento ancora prima di cominciare. Questo fallimento, la Juve di Spalletti l’ha quasi del tutto scongiurato: il percorso delle ultime giornate, rafforzato dalla vittoria contro il Bologna, rende il quarto posto pressoché garantito, con 5 punti di margine sul Como, quinto, a cinque turni dalla fine. Un simile vantaggio Champions, quest’anno non era mai stato raggiunto.
La Champions a un passo
Siccome, però, il calcio attuale è soprattutto far di conto, ecco che la Juve scopre di avere meno punti da colmare da Napoli e Milan (meno 3), rispetto ai 5 in più del Como, quasi in caduta libera, mentre anche la Roma appare in chiaro affanno. E allora, calendario sotto gli occhi, è impossibile non considerare che domenica prossima a San Siro i bianconeri avranno la possibilità di agganciare proprio il Milan di Allegri, l’antico maestro: a quel punto, la volata finale diventerebbe aperta a qualunque epilogo.






