UniCredit delinea quella che potrebbe essere il percorso di creazione di valore con Commerzbank. E dal piano emergono tre aspetti chiave: la disponibilità a rivedere le condizioni dell’Ops in base alle adesioni, il crescente peso della Germania nella geografia dell’istituto, e un utile prossimo ai 21 miliardi di euro.

Tassello chiave perché il piano possa dispiegare i suoi effetti è l’offerta di di scambio rispetto alla quale l’ad Andrea Orcel ha spiegato che l’esito «dipende dal livello di adesione, che a sua volta influisce, insieme a una maggiore trasparenza da parte di Commerzbank, su una possibile revisione dell’offerta». Orcel a riguardo ricorda due possibili scenari post offerta. Nel nel primo UniCredit rimane al di sotto della soglia di controllo, «che possiamo gestire se raggiungiamo una percentuale che non assicura ritorni superiori al nostro costo del capitale». Il secondo si raggiunge «una percentuale che assicura ritorni superiori al costo del capitale» e consente «una transazione strategicamente e industrialmente valida». «Entrambi gli scenari - evidenzia il top manager - sono una vittoria per Unicredit e nella nostra opinione gli azionisti di Commerzbank aderiranno» all’offerta.