Non aveva ancora finito di brindare alla caduta di Viktor Orbán dopo 16 anni di governo in Ungheria che adesso Ursula von der Leyen si ritrova un altro potenziale critico delle strategie europee in campo economico e di politica internazionale. I dati che arrivano dalla Bulgaria, dopo le elezioni parlamentari di domenica, consegnano all’ex presidente Rumen Radev la maggioranza assoluta del Parlamento di Sofia, con circa il 45% delle preferenze che valgono 130 seggi sui 240 totali. Una vittoria così larga non era scontata, ma con un alto afflusso alle urne rispetto al passato il Paese ha voluto lanciare un chiaro segnale di cambiamento rispetto alla stagione dell’ex premier Bojko Borisov, fermo al 13%, con otto governi nati in soli in cinque anni.
Il voto bulgaro rappresenta un nuovo stravolgimento degli equilibri tra i 27 Stati membri dell’Ue. Radev, maggiore generale dell’Aeronautica militare, l’ha definita “la vittoria della speranza sulla sfiducia, una vittoria della libertà sulla paura”. E cosa questo voglia dire lo ha esplicitato pochi secondi dopo: “Credetemi, una Bulgaria forte e un’Europa forte hanno bisogno di pensiero critico e pragmatismo. L’Europa è caduta vittima della propria ambizione di essere un leader morale in un mondo con nuove regole”.










