In un luogo non comune per il vino, tra le colline che abbracciano Firenze, prende vita un progetto vitivinicolo che porta il nome di Arsenio. Non è la storia di un’eredità secolare o di un cognome altisonante, ma il racconto di Arsen Khachaturyants, un giovane vignaiolo che, con una visione audace e un percorso di vita fuori dagli schemi, sta riscrivendo le regole del vino toscano.
Arsen, venticinquenne armeno di origine, nato in Spagna e cittadino del mondo, ha scelto Firenze come suo approdo. La sua storia non inizia tra i filari, ma nelle aule della New York University, dove si laurea in Matematica pura, immergendosi in equazioni differenziali e nella teoria del caos. Un percorso accademico insolito per un vignaiolo, che tuttavia ha plasmato il suo approccio al vino, inteso come un equilibrio tra rigore analitico e pura espressione sensoriale.
La storia
"Mentre studiavo matematica, pensavo di voler lasciare qualcosa che vivesse per sempre" racconta Arsen. "Non volevo dedicarmi alla matematica applicata, costruire motori o cose simili, che avrebbero potuto darmi fama ma non un’eredità duratura." Questa riflessione, unita alla consapevolezza delle sue radici armene, segnate dal genocidio del 1915 che costrinse la sua famiglia a fuggire, lo spinge a cercare un progetto con un impatto duraturo, un legame profondo con la terra e la storia.






