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Ultimo aggiornamento: 7:58

La dichiarazione precompilata è ormai diventata l’appuntamento fisso per milioni di contribuenti italiani che, ogni primavera, si interfacciano con il portale dell‘Agenzia delle Entrate per regolare i conti con l’Erario. Lontana dall’essere una novità dell’ultima ora, questa modalità di invio del 730 o del modello Redditi rappresenta lo standard operativo per lavoratori dipendenti e pensionati.

Ma la sua natura consolidata non deve indurre alla distrazione: ogni anno il sistema incamera nuovi flussi di dati e si adatta alle riforme legislative, rendendo la fase di revisione un passaggio delicato quanto obbligatorio.

Il cronoprogramma della dichiarazione precompilata segue binari precisi che ogni contribuente deve conoscere per evitare sanzioni o ritardi nei rimborsi. Il fischio d’inizio è fissato per il 30 aprile, data in cui i modelli vengono messi a disposizione nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile esclusivamente tramite SPID, CIE o CNS. In questa prima finestra temporale, il documento è in modalità di sola consultazione: è il momento ideale per verificare la correttezza della Certificazione Unica (CU) e la presenza di tutte le spese sanitarie o degli oneri finanziari.