Sinner, Alcaraz, Duplantis, Dembelé, Marc Marquez e Pogacar si contendono stasera il prestigioso premio "Sportivo dell'anno" che l'organizzazione Laureus, ispirata da Nelson Mandela, assegna al Palacio de Cibeles di Madrid. La presenza di due tennisti dà il senso della grandiosità della rivalità al vertice fra l'italiano e lo spagnolo che nel 2025 si sono spartiti i 4 titoli Slam, con Jannik che s'è aggiudicato anche le ATP Finals e Carlitos che ha chiuso la stagione al numero 1. Chissà che si diranno, a quattr'occhi, i dominatori del circuito delle racchette dopo il quarto Masters 1000 di fila vinto domenica dal 24enne altoatesino (terzo quest'anno), griffato dall'ultimo urrà sulla terra rossa di Montecarlo, spodestando in finale proprio il campione uscente, il 22enne spagnolo, erede di Rafa Nadal.
Che, subito dopo, s'è bloccato per i prodromi di una tendinite al polso dai contorni talmente preoccupanti che, secondo i media iberici, dopo il ritiro di Barcellona e la rinuncia di Madrid, potrebbero costringere il murciano a saltare anche Roma (dal 6 maggio), pregiudicandone la presenza pure a Parigi (dal 24). Dove difende il titolo delle ultime due edizioni e 12 mesi fa ha annullato in finale 3 match point al Profeta dai capelli rossi. Il quale, invece, ringalluzzito dalla sua forma anche sulla superficie meno vincente, si schiera da numero 1 del mondo nel sorteggio di stamane del "1000" alla Caja Magica al via mercoledì. Sapendo già che lo sarà anche al Foro Italico, per replicare, 50 anni dopo, l'impresa di Adriano Panatta.








