Sarà il ministro dei Trasporti Matteo Salvini a tenere a battesimo, domani mattina, l’ultimo atto dell’autostrada Asti Cuneo. Quattro mesi dopo l’apertura parziale della prima carreggiata, avvenuta a fine 2025, verrà aperta anche la seconda carreggiata dell’ultimo lotto tra Alba Ovest e Cherasco, concludendo definitivamente i trentennali lavori sulla A33. Con il ministro, ci saranno Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Umberto Tosoni, amministratore delegato del gruppo ASTM.

«Siamo davvero arrivati alla fine dell’opera - dicono dalla società concessionaria -: il cronoprogramma è stato rispettato impiegando centinaia di operai e mezzi ogni giorno». Sul nuovo tratto, da domani verrà esteso il sistema di pagamento Free Flow, già introdotto nel percorso tra Asti e Alba Ovest.

Cosa manca ancora alla viabilità

Ora l’attenzione si sposta sulle opere di adduzione e di collegamento necessarie per rendere pienamente funzionale l’infrastruttura. Un tema sul quale fanno sentire la loro voce critica l’onorevole Chiara Gribaudo e Mauro Calderoni, vicepresidente e consigliere in Regione Piemonte del Pd. «Mentre la Giunta regionale torna a tagliare nastri per l’ennesima inaugurazione dell’autostrada A33, appare sempre più evidente la distanza tra una narrazione sempre più enfatica e i problemi reali del territorio, ancora irrisolti - dicono -. Dietro questo nuovo momento autocelebrativo, infatti, resta aperta una questione fondamentale: la copertura finanziaria delle opere compensative, che ammontano a oltre 130 milioni di euro. Parliamo di interventi tutt’altro che marginali, a partire dall’adeguamento della tangenziale di Alba, al terzo lotto sul ponte sul Tanaro e alla variante di Pollenzo con il raddoppio del ponte sul Tanaro».