WASHINGTON. Sono da poco passate le sei del mattino a Shreveport, nord ovest della Louisiana, 180 mila anime. È l’alba di una domenica come le altre quando si materializza l’incubo in rapida successione in due case e in mezzo a una strada nella zona di South Downtown.
Succede quasi tutto a pochi minuti e poche centinaia di metri di distanza. L’epilogo paralizza la città: ci sono i corpi di otto bambini – il più piccolo ha 18 mesi, il maggiore 14 anni – sulle scene del crimine; due donne sono riuscite a salvarsi, sono ferite e le loro condizioni non sono state diffuse.
Ha agito una persona da sola. Prima ha sparato in una villetta al 300 West sulla 79esima Strada; poi su Harrison Street e, infine, al 79 West.
Un fazzoletto di terra, scenografia di una strage che già colloca Shreveport in vetta ai mass shooting del 2026, e il più letale dalle otto vittime nei sobborghi di Chicago nel gennaio del 2024.
Il killer dopo aver ucciso l’ultima persona, che era riuscita a fuggire dalla furia omicida, ha rubato un’auto. La polizia – ormai allertata per una questione di «lite domestica» e già sulla prima scena del crimine – l’ha intercettato. L’inseguimento che ne è seguito nella zona di Bossier Parish è finito con la morte dell’uomo, colpito dallo sparo di un poliziotto, ora sotto inchiesta per fare piena luce sulla dinamica.










