Sentimenti forti, emozioni fortissime, amicizie, umanità, amore. Questi sono i Cobolli del tennis. Papà Stefano ne veniva travolto, il figlio Flavio si carica talmente tanto per la tragica scomparsa del compagno al circolo Parioli di Roma - un tredicenne morto giovedì precipitando dalla finestra di casa sua - , che gioca una partita straordinaria, tutta spinta, servizio, smorzate e anche volée, per abbattere per 6-3 6-3 nelle semifinali di Monaco di Baviera, Sascha Zverev, beniamino locale, numero 3 del mondo e già campione di tre edizioni del torneo.

Subito dopo quello che definisce «uno dei migliori match di sempre, contro uno dei migliori amici sul Tour», con la sottolineatura di 32 vincenti ed appena 8 punti persi con la prima di battuta, per imporsi per la prima volta contro un top 5 e raggiungere virtualmente la classifica-record di top 12 (da 16, eguagliando Paolo Bertolucci), scoppia in lacrime, sul campo. Ancora sotto choc per la tragica scomparsa dell'amico, sconvolto dal ricordo del ragazzo che gli ricorda se stesso, quando - lasciate le giovanili della Roma calcio - viveva le prime esperienze nel tennis seguendo, Matteo Berrettini, più grande di 7 anni. «Se n'è andato troppo presto, questa vittoria è per lui», mormora sommessamente al microfono in campo, mentre il pubblico l'abbraccia con un applauso caloroso.