Lui Jannik Sinner lo ha visto da vicino, in palestra e sul campo. Ci si è allenato insieme e ha assistito "in diretta" alla nascita di un fenomeno generazionale. E il bello è che il risultato di questa crescita non era affatto scontato. Dominic Thiem, intervenuto al podcast BTA, lo ha detto a chiare lettere. Se Carlos Alcaraz appariva fin da subito come un predestinato, per l'altoatesino tornato da poco al numero del ranking Atp non sembrava così.

"Ha un grande team composto da ottimi professionisti per ogni singolo aspetto importante per un tennista: fisioterapista, preparatore atletico, due allenatori di tennis...", spiega l'ex tennista austriaco, vincitore degli US Open 2020, a proposito del fuoriclasse di San Candido. "Mi è capitato di vederlo a volte al mattino, prima che iniziasse la giornata, nella palestra dei tornei, e faceva esercizi molto specifici. Esercizi noiosi, a dire il vero, se li guardi; e penso fossero noiosi anche per lui, esercizi di stabilità molto lenti".

Ed è così che si è letteralmente costruito: "Avere la capacità di lavorare duro è un grandissimo talento di per sé. Non si tratta solo di lavorare duro, ma di essere in grado di farlo per tanti anni di fila, con costanza. Conosco molti ragazzi in grado di fare sforzi incredibili, ma dopo qualche settimana o mese, finiscono lì. Si esauriscono. Essere costanti è una chiave fondamentale", sottolinea Thiem centrando il punto.