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L’esponente di FdI ha denunciato un messaggio di odio ricevuto sui social. Prima udienza a dicembre, mentre cresce il fronte dei politici che reagiscono agli insulti online
“Spero vi scannino tutti come maiali tu i tuoi figli la Meloni la figlia e tutti voi politici ladri bastardi corrotti mafiosi drogati, avete levato il pane a famiglie in difficoltà e reintrodotto i vitalizi. Se ti prendo tra le mie mani pagherai tu e tutti voi”. Questo il messaggio ricevuto qualche tempo fa dall’onorevole di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami su Facebook. Un contenuto ricolmo d’odio e violenza che l’onorevole non ha lasciato passare ma ha denunciato, come suo diritto. E infatti, come rivela Il Resto del Carlino, l’autore del messaggio violento è stato identificato ed è stato rinviato a giudizio, con prima udienza a dicembre del 2025.
Non è un caso eccezionale, sempre più esponenti politici decidono di agire contro gli odiatori del web, soprattutto quando si travalica il limite dell’insulto e dell’offesa. Diverse denunce sono state avanzate da Bignami per i commenti relativi alla foto di una festa di addio al celibato di una ventina di anni fa o per commenti che, comunque, la richiamano, Ci sono state archiviazioni, ma anche rinvii a giudizio come quello sopracitato. E ci sono anche situazioni pendenti, come quella che riguarda Roberto Salis, padre dell’europarlamentare di Avs Ilaria, che si risentì per un post social dell’onorevole di Fratelli d’Italia. Qualche tempo fa, infatti, Bignami scrisse: “Una certa sinistra cerca voti tra i manifestanti violenti”. Papà Salis risposte con stizza: “Certo che il fan delle SS Galeazzo Bignami abbia il coraggio di criticare altri partiti su dove attingano per le loro basi elettorali è veramente il colmo”.






