“Il Prosecco è un fenomeno mondiale senza precedenti nell’ambito del vino e Conegliano Valdobbiadene ne è la culla” afferma Franco Adami, presidente del Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, l’Ente che raggruppa circa 220 cantine e oltre tremila produttori fra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori. I quali coltivano e trasformano in spumante le uve coltivate tra “rive” delle ripide colline patrimonio Unesco, distribuite in un areale di ottomila ettari vitati a cavallo di quindici comuni della provincia trevigiana, tutelando e promuovendo la cultura e il valore del territorio di questo particolare prodotto. Tutela e promozione, dunque, ma anche controllo delle regole, che devono essere rispettate nell’interesse soprattutto del consumatore, permettendo così di trasmettere e toccare con mano il lavoro e la qualità contenuti in ogni calice bevuto.
Alla contrazione dei consumi registrata negli ultimi anni si contrappone la tendenza alla ricerca di una qualità sempre maggiore e sdoganare il pensiero di un vino di poco carattere è fra gli obiettivi del Consorzio. E lo fa comunicando chiaramente che l’utilizzo delle autoclavi per la spumantizzazione mira a valorizzare i vitigni autoctoni a partire dalla Glera, esaltandone le caratteristiche ma senza semplificare il processo; questo sistema permette di produrre vini versatili per ogni occasione, dalla convivialità di tutti i giorni ai più particolari momenti celebrativi. Ma grazie alla possibilità di utilizzare vini base di diverse annate, affinati e assemblati secondo le caratteristiche desiderate e solo successivamente spumantizzati, è anche possibile ottenere prodotti di qualità, più complessi e di maggior struttura, in grado di dialogare senza difficoltà con altre realtà spumantistiche.








