MESTRE (VENEZIA) - Scuola chiusa, ma indagine aperta. Apertissima. Ieri, sabato, alla media “Bellini” di Mestre, nel quartiere Bissuola, non era giorno di lezioni, facendo tirare il fiato almeno per il weekend ai ragazzi di terza della classe nella quale la supplente di italiano, mercoledì mattina, ha tagliato i capelli a due alunne come “risposta” alla semplice domanda sulla lunghezza di un riassunto richiesto dalla docente. L’episodio riportato ieri dal Gazzettino ha però fatto il giro della penisola ed è al vaglio sia della preside dell’Istituto comprensivo statale “Lazzaro Spallanzani”, Antonina Randazzo, che dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, passando pure per l’Ufficio procedimenti disciplinari che fa capo all’Ufficio scolastico provinciale.
In Direzione regionale erano stati messi al corrente su quanto avvenuto già nella giornata di venerdì, con la conferma dell’episodio del “taglio” (una sforbiciata improvvisa di 10 centimetri di capelli all’alunna che aveva fatto la domanda, e il taglio di una ciocca alla compagna che si era alzata dopo aver assistito alla scena, assieme a tutti gli altri compagni) da parte della scuola. Tutti gli atti sono ancora tenuti nel più assoluto riserbo (sono state sentite le alunne e la supplente), ma sul fatto in sé non vi sono ormai dubbi. A tutela di tutte le parti (insegnante compresa) si dovrà attendere il completamento dell’istruttoria che sarà inviata dalla preside alla Direzione scolastica del Veneto. Quello che è certo è anche che, trattandosi dell’incarico per una supplenza, il “datore di lavoro” dell’insegnante non di ruolo risulta il dirigente scolastico della Spallanzani-Bellini e domani, alla ripresa delle lezioni, potrebbero già esserci sorprese. Dall’Ufficio Scolastico Regionale fanno comunque sapere di aver richiesto subito tutta la documentazione sull’episodio per poi attuare “tutte le azioni conseguenti”.








