MESTRE - Sbalzato dalla bicicletta sulle strisce pedonali, durante il suo giro mattutino: è morto così Giacomo De Boni, 87 anni, residente in via Ca' Rossa, investito da un'auto in viale Vespucci intorno a mezzogiorno di giovedì, all'altezza del supermercato Spak. Sul posto si sono precipitati gli agenti del reparto motorizzato della polizia locale e i sanitari dell'Ulss 118, che hanno trasportato l'anziano all'ospedale dell'Angelo di Mestre, dove però è deceduto poco dopo.

A parlare di Giacomo De Boni è la figlia Vittoria, interprete e traduttrice, che svela una vita fuori dal comune.

«Mio papà era originario di Feltre - spiega la donna - ma ha girato mezzo mondo. A poco più di vent'anni, con la quinta elementare e di formazione meccanico, dopo il servizio di leva militare ha vissuto in Svizzera, in Sudafrica, poi in Zambia dove ha conosciuto mia madre, inglese, che era lì per lavorare come stenotipista per il governo. Io e mio fratello siamo nati in Zambia, poi quando la situazione in quei paesi ha cominciato a farsi complicata ci siamo trasferiti in Inghilterra, fino a quando mio papà ha trovato lavoro a Padova, presso la succursale della Caterpillar».

«Lì papà ha lavorato per tutta la vita come meccanico, poi dopo aver avuto un incidente si è occupato dei ricambi, sempre nel settore delle movimentazioni terra e dei grandi escavatori. I miei hanno vissuto a Padova fino a tre anni fa, quando si sono spostati a Mestre, anche per stare dietro ai due nipoti, i miei figli. Mi ha fatto un certo effetto leggere online che era stato definito "mestrino" - sorride amaramente Vittoria - perché mestrino lo era da pochi anni e comunque è sempre stato un cittadino del mondo». «La prima cosa che ha fatto dopo aver smesso di lavorare è stato comprarsi una moto Guzzi - ricorda la figlia Vittoria - con la quale ha girato mezza Europa. É stato a trovare amici in Moldavia, finendo impantanato, è andato fino a Capo Nord, in Germania, in Scozia, in Irlanda. Mio papà, pur avendo la quinta elementare, parlava fluentemente tedesco, inglese e francese, le lingue che ha imparato come autodidatta durante le sue peregrinazioni per lavoro in Svizzera e in Zambia. Ha continuato a usare la moto fino al 2018, poi l'ha messa in garage per passare alla bicicletta. La mattina si faceva i suoi giri per Mestre, andava al parco Bissuola, a San Giuliano. Prendeva il sole, andava in biblioteca e si leggeva un libro, in tedesco o in italiano».