VENEZIA - Giallo a Venezia. Il Ministero della Difesa russo pubblica la lista delle aziende europee (quattro italiane) che contribuirebbero alla produzione di droni per Kiev. E minaccia: per loro ci saranno «conseguenze imprevedibili». Una di queste, secondo il ministero russo, sarebbe la "Cmd Avio", con sede «Venezia, via dell'Artigianato 12». Il punto è che una "Cmd Avio" esiste, in Italia. Ma non risulta avere sede a Venezia. Tantomeno in «via dell'Artigianato, 12».
Il Ministero della Difesa russo ha pubblicato un comunicato in cui viene affermato che lo scorso 26 marzo 2026, i leader di diversi Paesi europei, «preoccupati per le crescenti perdite e la crescente carenza di personale delle forze armate ucraine», hanno deciso di aumentare la produzione e le forniture di droni destinati all'Ucraina.
Nella nota viene sottolineato che questi apparecchi vengono impiegati per colpire il territorio russo, portando deliberatamente ad una «forte escalation della situazione politico-militare in tutto il continente europeo».
Secondo il Ministero della Difesa russo, l'impiego di droni forniti dai paesi europei a Kiev per condurre «attacchi terroristici contro la Russia», potrebbe «portare a conseguenze imprevedibili». E sempre secondo il governo russo, i droni che colpiscono la Federazione Russia vengono assemblati con componenti prodotti in 12 paesi, tra cui Italia, Regno Unito, Germania, Turchia e Israele.










