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17 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 15:04

Il ministero della Difesa russo risponde alle iniziative industriali messe in campo dai Paesi europei per la produzione di droni. Dopo dichiarazioni e comunicati è arrivato anche un elenco di aziende che, sostiene Mosca, potrebbero diventare obiettivi militari. Minacce che riguardano anche l’Italia, dove il 15 aprile scorso, a Roma, Volodymyr Zelensky ha incontrato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Di seguito, una nota congiunta ha confermato che “stanno lavorando alla definizione di un quadro di partenariato strategico” su “difesa aerea, sistemi senza pilota, munizioni e settore marittimo”, per rafforzare la “collaborazione tra le rispettive industrie della difesa”, ha spiegato la premier Giorgia Meloni, che ha espresso l’interesse a “sviluppare una produzione congiunta soprattutto nel settore dei droni, ambito nel quale sappiamo che l’Ucraina è diventata una nazione guida”.

Accordi di coproduzione sono stati appena sottoscritti da Zelensky con Germania e Norvegia. Secondo il ministero della Difesa russo, si tratta di scelte che “stanno sempre più trascinando i Paesi europei in guerra”. Sul suo canale Telegram, il ministero ha pubblicato una lista di filiali di società ucraine in Europa e di aziende straniere che secondo Mosca sarebbero impegnate nella produzione di componenti di droni da usare “negli attacchi in territorio russo”. Sono undici le filiali di presunti produttori ucraini in Europa, localizzate in Germania, Danimarca, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Regno Unito. Quanto ai produttori stranieri, risultano situati in Germania, Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Danimarca, Lettonia, Lituania, oltre a Regno Unito, Israele e Turchia.