Periodo di grandi cambiamenti per le assessore della giunta milanese. Perché se due colleghe – la vicesindaca Anna Scavuzzo e Alessia Cappello – hanno da poco conseguito un master in Bocconi – per Gaia Romani, assessora ai Servizi civici e alla Partecipazione, la novità ha un nome: Lea.

Sua figlia è nata da pochi giorni alla clinica Mangiagalli di Milano e lei, l’assessora più giovane della giunta (compie 30 anni tra pochi giorni) ha raccontato questo momento sui social e la scelta di quel nome, che è quello di Lea Garofalo, uccisa nel 2009 dalla ‘ndrangheta e ricordata a Milano con un giardino e con una targa sulla sua tomba, vicino al Famedio. Ma anche: la scelta di darle il doppio cognome – prima il suo, poi quello del suo compagno Demetrio Scopelliti, direttore dell’area Urbanistica di Amat – e quella, molto milanese ma soprattutto segno di un parto non precipitoso, di andare e tornare dall’ospedale in tram.

“Cara Lea, un giorno, io e il tuo papà ti racconteremo che hai deciso di venire al mondo mentre eravamo a Palazzo Marino, appena dopo la presentazione di Möves, durante il Consiglio Comunale. Ti racconteremo che per farti nascere siamo andati alla Mangiagalli con il tram 16 e che ti abbiamo riportata a casa allo stesso modo nel quartiere popolare di San Siro, dove vivevamo durante la tua attesa. Ti spiegheremo che abbiamo scelto di darti il doppio cognome, con quello della mamma per primo grazie a una sentenza della Corte Costituzionale che finalmente lo consente. Ti racconteremo che abbiamo scelto il tuo nome dopo la fiaccolata in memoria di Lea Garofalo cui partecipo ogni anno e che mi sono esaltata quando ho realizzato che i nomi a tre lettere si leggono interi nei codici fiscali. Ti racconteremo queste e tantissime altre cose che stiamo vivendo grazie a te e all’amore che sei stata dal primo momento per noi. Siamo pieni di gioia e grati per il tuo arrivo e per tutto l’amore di cui sei già circondata”.