A trent’anni dall’uscita in sala del film che Danny Boyle trasse dal suo bestseller Trainspotting, Irvine Welsh torna sulla sua saga e sulle ragioni di un successo così longevo al quale dedichiamo la copertina di Robinson in edicola da domani con Repubblica. Lo scrittore ne sta per pubblicare un nuovo capitolo, Men in Love (in Italia come sempre da Guanda), dove i personaggi “tossici” che fecero la fortuna del primo libro si scoprono, come è accaduto allo stesso autore, capaci di amori maturi. Intervistato da Antonello Guerrera, infatti, lo scozzese confessa di essere cambiato dai tempi in cui, a inizio anni Novanta, si mise a scrivere quello straordinario romanzo d’esordio. Parla dell’amore per la terza moglie e riflette sulla sua gioventù e sugli anni Novanta, ai quali oggi guardiamo con nostalgia.
Secondo Welsh «è il nostro grido per spezzare la camicia di forza di questo capitalismo tecnologico che ci ingabbia» e l’unica strada per uscire dal tunnel del mondo virtuale è riscoprire il gusto per la vita, quella vera. Sempre in copertina un altro scrittore, Nicola Lagioia, ripercorre quel decennio attraverso una serie di “cartoline analogiche”: dal successo della cultura controcorrente, al grunge in onda su Mtv, dal cinema indipendente a Twin Peaks e le ultime illusioni di ribellione.






