È dell’Unione nazionale consumatori una delle prime segnalazioni avanzate all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) per la verifica della congruità delle richieste di un fuel surcharge per i biglietti aerei. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore l’Unione consumatori avrebbe chiesto all’Antitrust di verificare le basi e la fondatezza della richiesta che Volotea, vettore low cost spagnolo, avanza per l’adeguamento del costo del biglietto in base alle fluttuazioni del barile di Brent. Sul sito della compagnia è stata inserita la voce «Impegno per un viaggio equo» (https://www.volotea.com/it/condizioni-legali/impegno-per-un-viaggio-equo-voe/) in cui la compagnia ricorda la situazione in Medio Oriente e di avere attivato la «Fair travel promise» a tutti i clienti che hanno prenotato un volo dal 16 marzo 2026. Si tratta di una verifica, 7 giorni prima della partenza, dei prezzi del mercato del carburante. Se salgono verrà richiesto un adeguamento, se calano verrà rimborsata la differenza. Il punto di partenza è una quotazione del Brent tra i 65.01 e i 75.00 dollari. Negli ultimi sei mesi il prezzo più basso è stato registrato nelle settimane prima del Natale 2025 quando le quotazioni oscillavano intorno ai 60 dollari. All’inizio di gennaio sono stati superati 60 dollari per arrivare al picco di oltre e il 9 marzo aveva toccato un record di 119,50 dollari.
Segnalazione all’Antitrust sugli adeguamenti dei prezzi di Volotea
La low cost chiede un adeguamento «fuel surcharge» legato alle quotazioni del Brent









