PORDENONE - Mercoledì un ragazzino delle scuole medie è stato investito mentre andava a scuola con la sua bicicletta. Dell’impatto non ricorda molto, era spaventato, angosciato e ha pensato di andare al sicuro, nel posto che frequenta tutti i giorni, la sua scuola, dove il personale e gli insegnanti si sono subito presi cura di lui. Appena ha raccontato il fatto, è stata contattata la famiglia.

«Ero al lavoro, mi hanno chiamato dalla scuola dicendo che mio figlio aveva subito un incidente – racconta la madre – mi sono precipitata e l’ho portato immediatamente in Pronto soccorso». Il ragazzino stava percorrendo via Gemelli tra le 7.50 e le 7.55 e proprio sull’attraversamento pedonale un’auto ha urtato la ruota della sua bicicletta. L’automobile di color rosso che potrebbe essere una Fiat - secondo il racconto del ragazzino - si dirigeva verso lo stop. L’adolescente è stato diverse ore in ospedale in osservazione per i controlli, in quanto, probabilmente dal grande spavento, ha avuto un blackout, non ricorda quanto capitato con nel momento dell’impatto, per questo la caduta è stata valutata come trauma cranico. La mamma non si dà pace e ieri ha sporto denuncia affinché le responsabilità della donna che ha investito suo figlio non vengano meno. «La signora appena l’ha investito si è fermata – ha spiegato la madre del ragazzo – gli ha chiesto “Stai bene?”, lui ha risposto d’istinto: “Sì”, le ha di seguito domandato se era sicuro di questo e poi se n’è andata. Poteva perlomeno chiamarmi, chiamare un’ambulanza, le forze dell’ordine, in quanto parliamo di un minorenne che potrebbe aver risposto senza pensare, d’istinto». La madre stenta a credere che un adulto non abbia cercato di avvisare perlomeno la famiglia: non essendo un medico, non poteva sapere se la collisione avesse provocato qualcosa al dodicenne e per questo avrebbe dovuto usare tutte le precauzioni che il caso richiedeva. «In quella zona, oltre ai tanti studenti ci sono i genitori che accompagnano i figli a scuola – riferisce la madre – vorrei che se qualcuno avesse visto quanto accaduto, lo riferisse alle forze dell’ordine, perché la signora si è fermata, ma non ha prestato soccorso. Lei non ha fatto abbastanza nell’occasione, poteva fare sicuramente qualcosa di più». Tanto più che il ragazzo presenta ancora un vuoto di memoria proprio a seguito dello scontro, significa sicuramente che era molto spaventato e che ha subito un trauma, riferisce la madre col referto tra le mani. “Per me è impensabile che un adulto si possa comportare in questo modo, oggi (ieri, ndr.) sporgerò denuncia e andrò a riprendere la bicicletta che è rimasta a scuola, ha il fanale rotto e il manubrio storto». Nel frattempo, spera che qualcuno abbia visto e possa parlare.