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Ora la prospettiva che lo stretto riapra e che quantomeno il commercio possa riprendere normalmente ha fatto subito ridurre i prezzi. Le principali quotazioni del petrolio sono persino scese sotto i 90 dollari al barile – il Brent a 89 dollari e il WTI a 82 – con cali superiori al 10 per cento. Prima della guerra il prezzo al barile era intorno ai 70 dollari: nell’ultimo mese e mezzo era arrivato vicino anche ai 120 dollari. Il prezzo del gas naturale (la cui quotazione di riferimento è quella del TTF di Amsterdam) è sceso dell’8 per cento fino a 38 euro al megawattora. Prima della guerra era intorno ai 30, mentre nelle scorse settimane era arrivato a superare i 60 euro.
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Il mercato non aspettava altro che l’annuncio della riapertura, anche parziale, dello stretto di Hormuz

A causa dei problemi al traffico dello stretto di Hormuz, uno dei passaggi più importanti al mondo per il trasporto via mare

C'entrano gli annunci sulla riapertura dello stretto di Hormuz e alcuni investimenti fatti al momento giusto, forse troppo giusto

Attualmente il prezzo di un barile di petrolio (della qualità West Texas Intermediate, che funge da riferimento globale) è…

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